Assolti per non aver commesso il fatto

I militanti del Collettivo Furia Rossa-Oristano sono stati assolti per non aver commesso il fatto ed il giudice dispone anche il dissequestro del Blog. Si conclude con una assoluzione piena il processo contro Marco Cuccureddu Contu, Davide Cuccureddu Pinna e Mario Figus, querelati per diffamazione dall’ex Questore di Oristano Francesco di Ruberto e dai funzionari della Digos Vincenzo Valerioti e Andrea Brigo per un articolo pubblicato nel blog del collettivo. L’articolo si riferiva ai fatti occorsi nel gennaio 2015 ad Arborea, quando la famiglia Spanu fu sfrattata dopo che la sua azienda era stata venduta all’asta e dopo essersi opposta per mesi allo sgombero, sostenuta da tanti solidali accorsi da tutta la Sardegna. Le forze dell’ordine decisero di mettere fine a quell’occupazione con un’azione di forza a cui presero parte un centinaio fra poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa per sgomberare gli ex proprietari e permettere di pignorare i beni e gli animali dell’azienda. Quei fatti provocarono l’indignazione del collettivo Furia Rossa che scrisse un duro articolo in cui criticando l’operato della polizia, si parlava di “violenza di stato” e si attribuiva la responsabilità al Questore e agli altri due funzionari querelanti. Questa la parte incriminata dell’articolo pubblicato sul blog di Furia Rossa, riportata in un articolo della Nuova Sardegna di alcuni mesi fa: “Oggi ad Arborea la violenza dello Stato italiano aveva il volto di Francesco di Ruberto, questore di Oristano, di Vincenzo Valerioti, capo della Digos, di Pino Scrivo, primo dirigente; aveva il volto di tutti gli uomini al loro seguito e di centinaia di celerini, canis de isterzu, anche oggi pronti a portare a casa la pagnotta sulla pelle e sulla sofferenza altrui. Un’operazione militare in piena regola, con un costo che non ci è dato sapere, portata avanti in modo esemplare: l’unico modo che ci si può aspettare da questi signori”. In seguito alla querela il pubblico ministero aveva chiesto per ben due volte l’archiviazione del fascicolo, non ravvisando evidentemente che si fosse configurato il reato di diffamazione, ma i querelanti si sono opposti e il processo è iniziato ad Oristano lo scorso 3 Ottobre. Come se non bastasse il questore e i due funzionari si sono costituiti parte civile chiedendo un risarcimento complessivo di 220 mila euro per danno morale e d’immagine. Niente di tutto questo è sussistente per il Giudice che oggi dichiara la non configurabilità della diffamazione e la libertà dei militanti di Furia Rossa di esprimere il proprio pensiero e il proprio diritto di critica politica.

imàgine de presentada Alice Sedda